venerdì 25 novembre 2011

Si sale in Paradiso assaggiando l’Enfer 2010 [Bio] - Coopérativ de l’Enfer


  • Produttore: Coopérativ de l’Enfer
  • Vino: Enfer
  • Denominazione: Valle d’Aosta Enfer d’Arvier DOC
  • Vitigno: Petit Rouge 95% - Fumin 5%
  • Annata: 2010
  • Tit. Alcolemico: 14% vol.
  • Prezzo: < 15 €
  • Url: www.aostavini.it
 “Narra la leggenda che a due viandanti che, passando per Arvier, chiedevano di incontrare il parroco, la domestica rispondesse “il soufre à l’enfer”. Intendeva dire “è all’inferno che soffre” oppure “è all’inferno che dà lo zolfo?” In realtà si riferiva alle vigne dell’Enfer, così chiamate perché situate in un magnifico anfiteatro naturale a piena esposizione a sud, con un microclima caldissimo, sebbene poste a 800 m s.l.m. in Valle d’Aosta. Il vitigno coltivato è prevalentemente la varietà autoctona Petit Rouge”.                                                                           [Dalla loro brochure]


Ho assaggiato per la prima volta questa bottiglia in un ristorante sulle colline modenesi, Il Cantacucco. Se capitate da quelle parti andateci, perché ambiente e sapori sono un tuffo nel modenese d’una volta. Il perché della scelta di questa etichetta proprio ora non me la spiego. ma fu ottima scelta, visto che il vino mi colpì parecchio. Così, grazie ad un amico che ha villeggiato in Vallée, mi sono ritrovato a casa una “manciata” di queste “chicche”.

Bottiglia dall’etichetta verde che va a reclamare la naturalità del prodotto e dal tappo in vetro. Questo Enfer è di color rubino impenetrabile, violaceo in unghia e di buona consistenza.

Portandolo al naso è quasi pungente, sentori freschi, rossi del bosco. Muschio, foglie e violetta. Riversandolo troviamo ancora spezie, balsamicità, giovani rose, ed ancora tanta bella frutta acidula. Che bei profumi, mi intriga!

In bocca entra leggero, il tannino non è troppo slegato come mi aspettavo, c’è! Sensazioni floreali, mi ricordano l’acqua di rose, ed un ritorno di frutta. Non lo trovo spigoloso come pensavo, di giusta morbidezza, di giusto corpo. Potendo sentire meno l’alcol sarebbe ancora meglio. Chiude balsamico, sapido e speziato. Lasciando una lunga sensazione di freschezza.

Un assaggio interessante, non certo il vino della vita, ma può far gioire e regalare piccole emozioni. In più, per gli amanti del naturale, questa etichetta viene prodotta da vigneti a conduzione biologica. Ora il dubbio è questo: quanto tempo impiega questo Enfer a dare il suo meglio? Quanto ad andare in fase di declino? Altre bottiglie le ho. Staremo a vedere.
♥♥♥

venerdì 18 novembre 2011

Vermentino Costa Marina 2010 - Ottaviano Lambruschi

Vermentino Costa Marina 2010

  • Produttore: Ottaviano Lambruschi
  • Vino: Costa Marina
  • Denominazione: Colli di Luni DOC
  • Vitigno: Vermentino 100%
  • Annata: 2010
  • Tit. Alcolemico 13% vol.
  • Prezzo: < 15 €
Piccolo comune in provincia di La Spezia, Castelnuovo Magra si trova ad una manciata di chilometri dal mare, se fai due passi verso sud ti trovi in Toscana. Siamo in piena DOC Colli di Luni, dove le due regioni (Liguria e Toscana) si mischiano e danno vita ad una delle cosiddette “DOC interregionali”. Qui negli anni 70 Ottaviano Lambruschi impianta le prime viti di Vermentino, in località Costa Marina dalla quale proviene proprio questa bottiglia.
Dentro il calice è di color paglierino, che sfuma leggermente su toni più acerbi. Appare timido, tuttavia giocoso nel riflettere. Invece poi!
Al naso sono immediate le sensazioni della pesca, dolcemente agrumato, a cui vengono affiancati tocchi floreali. Il suo nerbo è la mineralità. Si allarga poi a più importanti sentori speziati, di fieno e di muschio, che, con il passar del tempo ricordano l’erborinatura di alcuni formaggi e la polvere da sparo. Profumi netti, eleganti, che richiamano.
L’assaggio è su due fronti, grande sapidità in primis e morbidezza, così da renderlo in equilibrio. Elegante. Gli agrumi e le spezie sono piacevolmente ritrovate. Un sorso importante, acuto e deciso. Chiude lungo, lasciando la bocca piacevolmente fresca da frutto citrino.
È quando degusto vini di questa stoffa, che mi colpiscono, che mi lasciano qualcosa, qui sento che devo approfondire e toccare con mano, ma soprattutto mi spingono a dover conoscere personalmente queste piccole realtà.
♥♥♥♡

venerdì 11 novembre 2011

Sangiovese di Romagna Riserva 2007 Vigna del Generale - Fattoria Casetto dei Mandorli


  • Produttore: Fattoria Casetto Dei Mandorli
  • Vino: Predappio di Predappio - Vigna del Generale
  • Denominazione: Sangiovese di Romagna Riserva
  • Vitigno: Sangiovese
  • Annata: 2007
  • Tit. Alcolemico: 14,5% vol.
  • Prezzo: > 20 €
  • Url: www.vini-nicolucci.it
L’Az. Ag. Fattoria Casetto dei Mandorli nasce alla fine dell’800 e si trova nel piccolo borgo medievale di Predappio alta. Tra le colline tipicamente storiche e da sempre vocate alla coltivazione del Sangiovese in Romagna. Piccola realtà a conduzione familiare, ora viene guidata dal papà Giuseppe e dal figlio Alessandro Nicolucci.L'INSEGNA DELLA CANTINA
Ad accoglierci in cantina troviamo proprio Giuseppe Nicolucci, persona cordiale che con gentilezza e passione ci ha intrattenuto parlandoci ampiamente del suo Sangiovese, della sua vita, dei suoi viaggi e delle sue esperienze. Poi da vero romagnolo purosangue, anche delle sue giovani avventure!
Ora, dopo circa un anno dalla visita e dagli assaggi in cantina, vado a “ritastare” il suoSangiovese di Romagna riserva 2007 “Vigna del Generale”,ottenuto da Sangiovese in purezza, affinato 2 anni in botti da 30hl e successivi 3 mesi in barrique.
Didascalico. Rosso rubino netto, impenetrabile, di massa compatta, che va leggermente a stemperarsi in unghia.
Al naso è un’esplosione di frutta in confettura, affiancata dai profumi del sottobosco, vegetale e speziato, risulta mai pesante né marmellatoso. Vino che evolve e regale sensazioni eteree di cioccolato e china, seguite da un sentore netto di violetta, che ritroveremo nitido in bocca. Lasciarlo nel bicchiere è semplicemente un piacere.
L’assaggio è caldo e deciso, con tannino vibrante e dall’ottima spalla acida. Questa severità viene mitigata dal frutto che gli dona equilibrio, di grande corrispondenza olfattiva. Chiude lungo, balsamico e mentolato.
Mi aspetto grande evoluzione da questa bottiglia, Sangiovese di Romagna da podio perché è elegante, perché ha pulizia, per il suo bagaglio olfattivo, perché il legno non prevale, perché non ha alcool e tannini disarmonici. Insomma se volete innamorarvi del Sangiovese romagnolo questa è l’etichetta giusta.
♥♥♥♥♡

mercoledì 2 novembre 2011

Il Perda Rubia - Un “vero” Cannonau di Sardegna



  • Produttore: Azienda Agraria Perdarubia
  • Vino: Perda Rubia (rosso classico)
  • Denominazione: Cannonau di Sardegna DOC
  • Vitigno: Cannonau 100%
  • Annata: 2005
  • Tit. Alcolemico 14,5% vol.
  • Prezzo: < 15 €
  • Url: www.perdarubia.it
 Ne lessi qualcosa sull’intramontabile “Vino al Vino” di Mario Soldati, poi ancora su “Il Vino degli altri” di Andrea Scanzi. Mosso dalla curiosità che sempre in questi casi mi coglie, mi avventuro nel loro sito web e, grazie all’e-commerce ed alcune successive mail (grande gentilezza, cordialità, chiarezza e velocità), in poco tempo mi ritrovo a casa un bel pacco con al suo interno il Perda Rubia.

“Si dice che il Perda Rubia sia l’ultimo dei Canonau” . Questo si legge entrando nel sito dell’azienda, che nasce nel 1949 e si trova nella regione dell’Ogliastra, tra i comuni di Cardedu, Talana e Baunei. Il nome “Perda Rubia”  deriva dalla dialettica locale perda arrubia ovvero pierta rossa, in onore del particolare suolo granitico che si trova in quei terreni. Primi a vinificare il Cannonau in purezza, (per loro si scrive “Canonau” senza una “n”) capendone anzitempo il vigore e le potenzialità, hanno dato vita ad un vino che è ottenuto da vitigni a piede franco e, sia in vigna che in cantina, seguono i criteri dell’agricoltura biologica, senza nessun tipo di intervento da parte della chimica.


Di ulteriore curiosità è l’immagine in etichetta raffigurante un tessuto anticamente usato in Sardegna per adornare i letti. Queste trame in particolare, da sempre impiegate dalla famiglia, sono così divenute marchio e riconoscimento del vino/vitigno stesso. Ma veniamo ora al vino.


Nel calice ritrovo un bel rubino dall’ottima trasparenza e dai nobili riflessi. Non è vino limpido, (non subisce alcuna filtrazione, se non naturale) quindi negli ultimi calici vi si trovano molti residui.
Ottimo il ventaglio olfattivo. Suadenti e particolari i sentori di frutta rossa in confettura, frutta secca e spezie, che si dividono poi con sentori mentolati, laccati, a tratti eterei. Un naso invitante, intenso e di bella pulizia.
Al palato è di ottima corrispondenza olfattiva. Polposo, ma mai pesante, l’alcolicità seppur elevata non è per niente avvertita. La sapidità ed il tannino ben presenti, sono quelli del purosangue. Elegante e di bella pulizia anche al naso. Chiude lungo con il ritorno fruttato ed una mento-balsamicità di classe.
Un’ottima sorpresa, in grado di regalare delle belle emozioni. Condivido con loro il fatto che si stacca nettamente dal classico Cannonau fin’ora mai sentito.

“L’ultimo dei primi, l’unico vero, addita ancora solitario una via che dalla Storia deriva la certezza”  (cit.)

♥♥♥♥♡
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