lunedì 4 luglio 2011

I Masieri - Angiolino Maule

Questa sera io e i Masieri di Angiolino Maule approfondiamo la nostra conoscenza! (Taken with instagram)

Questa sera io e i Masieri di Angiolino Maule approfondiamo la nostra conoscenza!

(Taken with instagram)

mercoledì 29 giugno 2011

La Storia del "Passatellone"



Il pranzo della domenica in famiglia è una tradizione che ricordo sin da quando ero bambino. Tutti vestiti a festa si aspettava davanti a casa gli ultimi che uscivano dalla Messa. Il ritrovo ai tempi era dalla nonna materna, grande esperta nel “tirare la sfoglia” e nella cucina tradizionale bolognese in generale. Ricordo che, entrando in casa, si veniva avvolti dagli odori che uscivano dalla sua piccola cucina e che tutti ci precipitavamo a vedere cosa “bolliva in pentola”. Poi, finalmente, tutti a tavola! Questa era, ed è tuttora, la nostra festa della domenica.

Oggi il ritrovo è a casa di mia madre, la nonna è sempre lì ad attenderci e noi sempre pronti a farle festa, magari ora non ha più le redini della carrozza, ma è seduta proprio accanto a chi le tiene. Uno dei primi piatti preferiti da tutti (da me in particolare) sono appunto i passatellli in brodo e l’addetto a schiacciarli (rigorosamente al momento, sulla pentola con il brodo in ebollizione) sono sempre stato io.

Finito di spremere tutto l’impasto, ne resta sempre una piccola quantità dentro il “ferro” (o schiacciapatate) e, per non buttarlo via, da sempre è nostra tradizione creare a mano il cosiddetto “Passatellone”.

Questa è la tradizione del Passatellone, tutti se lo litigano e solo il più fortunato lo trova nel piatto!
L’ultima volta è capitato proprio a me…

sabato 11 giugno 2011

Ravenna Rosso IGT Burson di Burson etichetta nera 2006 - Longanesi Daniele


  • Produttore: A. Agr. Daniele Longanesi
  • Vino: Burson di Burson - Etichetta nera
  • Denominazione: Ravenna rosso IGT
  • Vitigno: Uva Longanesi 100%
  • Annata: 2006
  • Tit. Alcolemico 15% vol
  • Prezzo: 14/18 €

Altro post scritto per l'amico Enofaber, altra occasione per poter condividere un vitigno, un vino tutto da scoprire e da promuovere. Se volete leggerlo nella sua completezza questo è il link al blog www.enofaber.com

Era già da un po' di tempo che avevo promesso questa degustazione all'amico Enofaber per la sua rubrica sulla "Condivisione", che trovo molto interessante e stimolante, alla quale, con grande onore, porto il mio piccolo contributo parlando di alcuni prodotti della mia regione, l'Emilia Romagna.

"Chi ha detto che in pianura non si producono vini di qualità?". È proprio così che si legge entrando nel sito di Daniele Longanesi e dopo questo assaggio condivido questa frase pienamente.

L'uva Longanesi è così chiamata in onore di Antonio Longanesi, il quale nei primi anni '20 acquistò l'attuale proprietà in località Boncellino, piccolo paese alle porte di Bagnacavallo in provincia di Ravenna. Si narra che qui, ai margini del bosco, abbracciata ad una quercia trovò una vecchia e robusta vite che sembrava non appartenere a nessun vitigno localmente coltivato. Dopo alcune vinificazioni solo ad uso familiare, fu nei primi anni '50 che fu deciso di piantare il primo vigneto di uva Longanesi. Facendo poi analizzare il vitigno presso l'Istituto Agrario di San Michele all'Adige, si ebbe la conferma che esso non apparteneva a nessuna varietà già esistente e così dopo alcuni tentativi, finalmente nel 1999 venne iscritto all'albo dei vigneti col numero 357 come Uva Longanesi, come viene riportato anche qui e qui. Il termine "Burson" invece proviene dall'antico soprannome con cui veniva chiamata appunto la famiglia Longanesi.

Il Burson solitamente viene prodotto in due versioni così nominate: Etichetta blu, versione che contraddistingue generalmente un vino più semplice, ma non per questo meno buono, ed etichetta nera, solitamente più importante e strutturata come appunto in questo caso. Ma veniamo alla mia degustazione.

Il vino scende nel calice in modo vivo e limpido, il colore è un impenetrabile rosso rubino scuro, quasi nero dall'unghia tendente al viola. Grande concentrazione e consistenza.

Al naso è una esplosione di frutta sotto spirito, marasca, ciliegie o forse dolcissimi duroni, more e frutta del bosco che piacevolmente mi conquistano. "Amaroneggiante", balsamico con spezie tostate, note di tabacco, vaniglia e cioccolato. Ancora sentori vegetali ed una leggera nota eterea, come da smalto. Vino di sicura intensità e finezza. Il rovere di maturazione è presente al naso, ma non fastidioso o sovrastante, anzi è ben inserito nella polpa. Tengo a dirlo non essendo un amante del legno piccolo, che tuttavia come in questo caso, se ben usato regala prodotti di ottimo livello.

Il sorso è deciso e caldo, in bocca troviamo tutto quello che sentivamo al naso, i suoi 15 gradi non si avvertono eccessivamente, ben supportati da una spalla acida, fresca e dalla giusta morbidezza donatagli dall'appassimento. Paga purtroppo un piccolo scotto di gioventù, dovuto ad un tannino ancora giovane e scalpitante, che tuttavia potendolo abbinare ad un piatto di grande untuosità sicuramente verrebbe attenuato. Deglutendo resta a lungo il suo frutto dolce e concentrato, seguito dal tannino che nuovamente ritorna e domina.

Tenendo presente che è un vitigno coltivato in pianura, questa bevuta mi ha letteralmente sbalordito per la sua qualità. Per ora in vino è ancora spostato sulle durezze, ma il futuro mi fa ben presagire. Complimenti quindi alla famiglia Longanesi per i suoi vini e per aver salvato questo vitigno che con gioia posso annoverare fra gli autoctoni della mia regione. 

lunedì 21 marzo 2011

Aglianico del Vulture Stupor Mundi - Carbone

 
  • Produttore: Az. Vinicola Carbone
  • Vino: Stupor Mundi - Aglianico del Vulture
  • Denominazione: Aglianico del Vulture D.O.C.
  • Vitigno: Aglianico 100%
  • Annata: 2006
  • Tit. Alcolemico 14% vol
  • Prezzo: 22/28 €
  • Url: www.carbonevini.it
Tutto è nato dopo la scorsa estate quando, insieme alla mia compagna, siamo stati in visita alla meravigliosa Matera, per trascorrere una piacevole giornata in quell’affascinante e storica cittadina lucana.

MateraAd attenderci c’erano Giuseppe e Angela di Sapori dei Sassi, che abbiamo avuto il piacere di conoscere di persona e con i quali abbiamo trascorso una indimenticabile giornata, conclusasi con un’ottima cena, e che ringrazio davvero di tutto. Passateli a trovare, vi coccoleranno sicuramente con le loro bontà. Sempre da loro abbiamo fatto rifornimento di prodotti tipici di ogni genere, tra i quali appunto i vini di Luca e Sara Carbone.

L’Aglianico del Vulture Stupor Mundi nel bicchiere è impenetrabile, rosso scuro dall’unghia di color rubino, limpido e denso. Ruotando il calice sento il peso del vino mentre torna ad adagiarsi sul fondo direttamente dal polso. Questo per esprimere la sensazione di grande consistenza di questo Aglianico del Vulture.

Inizialmente, appena aperta la bottiglia il legno di affinamento si faceva sentire, forse colpa della temperatura ancora bassa. Poi, come in altre occasioni, lasciandogli maggiore tempo (circa un ora di tempo dall’apertura alla degustazione), il rovere ha ceduto lo spazio a tutti i profumi del vino.

Portandolo al naso ha un frutto pieno e ben definito di marasca, lampone, frutta del sottobosco dolce e in confettura, che ne delineano al meglio il carattere. Di grande balsamicità, ricco di spezie dolci come cannella, vaniglia e lievemente pepato. Minerale come la roccia scura in una calda giornata estiva (o forse è proprio la terra del Vulture!). Polveroso di ghiaia, di grande intensità e finezza. Ancora liquirizia, cuoio e smalto. Vino di grande complessità.

In bocca il sorso è potente, caldo, dal frutto “carnoso” che viene supportato da un notevole tannino e da una importante mineralità che ancora ci fa ricordare il territorio del Vulture. Morbido ed equilibrato, di bella corrispondenza con il naso, fine e persistente. Deglutendo il sorso, resta la confettura e la sua nota minerale che tornano nuovamente per via retronasale.

Ho trovato davvero emozionante come questo Aglianico del Vulture possa col tempo sempre ed in continuazione regalarti emozioni nuove. E’ un vino da invecchiamento, davanti a sé ha ancora molti anni, ma nello stesso tempo è anche pronto per essere degustato nel pieno del suo frutto adesso.
Questo Stupor Mundi ben si sposa con dei ditalini di farro con ragù di fagiano o ancora semplicemente con una preparazione di fagiano in umido.

Complimenti quindi a Luca e Sara Carbone per il loro impegno e l’ottimo lavoro. Di grande importanza questo Stupor Mundi, vino di punta dell’azienda, ma non meno importanti sono il 400 Some ed il Terra dei Fuochi che ho già avuto modo di degustare e che non mancherò di certo di raccontare.

Quattro cuoricini pieni.

♥♥♥♥♡

lunedì 14 marzo 2011

#Grignolino1 - Un vitigno per me tutto da scoprire! - I click




Alcune bottiglie di Grignolino!



L’ingresso della Casa dell’Artista, dove si è tenuta la degustazione.



La sala degustazione si riempie.



Convivialità pre degustazione.



Vittorio Rusinà aka Tirebouchon mentre intrattiene e saluta i partecipanti.



Tutti Pronti!





Fabrizio Gallino aka Enofaber, organizzatore dell’evento. In questa giornata meritatamente nominato “cavaliere del Grignolino”.



Nelle sue splendide tonalità, il protagonista in assoluto. Il Grgnolino!



Jacopo Cossater aka Enoiche Illusioni, chiamato in causa da Enofaber. Qui nel suo piccolo intervento.



Alla sera tavola rotonda post #Grignolino1. Tante bottiglie, tanta soddisfazione!



Un brindisi per finire! Allegria, soddisfazione e gioia. Enofaber organizzatore ed Elena Bardelli anch’essa parte importante dell’organizzazione dell’evento brindano con noi.



Un sentito grazie a tutti voi, ed a questo vitigno per me tutto da scoprire. Il Grignolino.
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