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giovedì 4 aprile 2013

Montevertine "Le Pergole Torte" in verticale dalla 1997 alla 2001

Il post è frutto di una stretta collaborazione con l'amico Michele Battistini, che vi ho presentato in questa occasione. Buona Lettura.



Soltanto Sergio Manetti poteva creare Le Pergole Torte, perché era un uomo unico, straordinario, carismatico, capace di trasformare le emozioni in vino. Nel 1967, Manetti - allora industriale Siderurgico - acquistò la fattoria per Lire 5.900.000, come casa di vacanza. Il primo vino prodotto fu un Chianti Classico del 1971. Poi con l’ausilio ed i consigli dell’amico di sempre Giulio Gambelli (Maestro assaggiatore) dall’anno successivo avviò l’impianto di una vigna di Sangiovese di un ettaro e mezzo. Il nome imposto all'appezzamento fu "Le Pergole Torte" e la produzione andò in commercio per la prima volta con la vendemmia 1977 come vino da tavola, perché fuori dal disciplinare del Chianti Classico.

Dopo la morte di Sergio, scomparso il 14 Novembre del 2000, è il figlio Martino Manetti, classe 1970, a portare avanti l’azienda. Conduce oggi circa diciannove ettari vitati, articolati su nove vigne, delle quali, cinque di proprietà: Le Pegole Torte, Montevertine, Il Sodaccio, Il Casino e Pian del Ciampolo. 

Dal punto di vista produttivo la storia di Montevertine è un po’ complessa. Dalle vigne sopra descritte si ottengono in media 80.000 bottiglie l’anno, su tre sole etichette, tutte a base Sangiovese, denominate: Le Pergole Torte, Montervertine e Pian del Ciampolo. Queste ultime due con piccole percentuali di Canaiolo e Colorino. Nella lunga storia aziendale, c’è stato spazio anche per esperimenti e tentativi vari, che hanno dato luce a vini oggi introvabili, come il Thea di Maggio 1992, da uve botritizzate e vinificate in bianco. Meritano un ricordo inoltre il Chianti Classico prodotto dal 1971 al 1981, due rossi - talvolta grandissimi - Il Sodaccio ed il Cannaio, prodotti in esclusiva per il Ristorante Pinchiorri di Firenze, il bianco “M” realizzato in poche annate, tra il 1982 e il 1999, e due vini estemporanei: L’Ottantanove di Sergio Manetti ed Il Novantuno di Sergio Manetti, frutto del declassamento del Pergole Torte.

A partire dal 1982 è stato l’artista pittore Alberto Manfredi, caro amico di Manetti, a disegnare le etichette di Le Pergole Torte. Ogni anno diverse, sono ritratti di donne mezzobusto o semplici volti, dall’espressione sensuale e, a volte, indefinibili. Manfredi, ha lasciato un tale archivio di disegni che ancora oggi, a distanza di anni dalla sua scomparsa, vengono ancora utilizzati per le etichette.


Il Pergole torte è oggi prodotto anche con quanto di meglio forniscono le altre parcelle aziendali. I grappoli vengono selezionati in vigna alla raccolta, diraspati e sottoposti a pigiatura soffice. Il mosto ottenuto viene messo in vasche di cemento vetrificato, dove avviene la fermentazione alcolica per azione dei lieviti naturali. Salvo rarissime eccezioni (solo nel 2003) non viene in alcun modo manipolata la temperatura nei locali di fermentazione. La macerazione dura in media 3 settimane, alla quale segue poi la fermentazione malolattica. Il vino, successivamente passa 3 anni nei legni, dapprima in barrique (nuove per il 20%) per circa 10 mesi, il resto in tonneau e botti di vari tagli, dai 550 litri ai 18 ettolitri. Un nuovo assemblaggio in cemento precede l’imbottigliamento, per il quale non si procede ad alcuna filtrazione. Dopo la morte di Giulio Gambelli, oggi l’enologo dell’azienda è Paolo Salvi, suo allievo.
A cura di Michele Battistini.




Pergole Torte 1997 - vendemmia a ★★★★ :
Colore trasparente, su toni granati che virano all'arancio. Naso inizialmente chiuso, sembra quasi non voglia donarsi. Forse un po' di riduzione. Dapprima, più che ferroso: ematico. Si apre poi alla prugna e ad una fresca nota mentolata ed officinale. Il sorso è principalmente costituito dalla sapidità, il tannino è ormai inserito, a spiccare è la balsamicità. Bottiglia dalla struttura sottile e vellutata. Annata probabilmente secondaria, contrariamente a quello che spesso si è letto di questo millesimo. Infatti l'esito è tra i meno interessanti della verticale. 85 punti.

Pergole Torte 1998 - vendemmia a ★★★★ :
Granato leggermente più buio e velato. Naso impressionante, intenso, su note ferrose che ricordano la ruggine ed il rame. Mentolato, fiori di geranio, arancia essiccata ed una nota terrosa che, qualcuno descrive: «come quando tiri su le carote». In bocca è dinamico, verticale e severo, con ritorni speziati. Fantastica l'acidità, così come il tannino ancora leggermente ruvido. Grande espressione del Pergole, sicuramente tra le migliori bottiglie della degustazione. 93 punti.

Pergole Torte 1999 - vendemmia a ★★★★★ :
Rubino tendente al granato. Naso interessante, variegato, che ricorda la prugna secca, l'albicocca, le erbe selvatiche, gli agrumi, la china ed il cocomero. Come sottofondo: caffè, cacao, liquirizia ed una fresca balsamicità. La bocca è sostenuta da una bella acidità che avvalora gli estratti ed il tannino: ora alla sua quintessenza. Per alcuni, la migliore bottiglia della serata. Vista in prospettiva si merita 95 punti.

Pergole Torte 2000 - vendemmia a ★★★ :
L'ultima vendemmia di Segio Manetti, ed è un onore descriverla: Il più trasparente, di color rubino con riflessi granati. Naso che richiama le sensazioni fruttate, floreali e terrose tipiche del vitigno e della zona di coltivazione. Liquirizia ed una sottile nota eterea. In bocca è equilibrato, rotondo, con tannino elegante, ma deciso. Finale balsamico ma amaro. Annata non grande a Radda. Diciamo che non ci ha molto convinto, forse necessita ancora di qualche anno di sviluppo. 89 punti.

Pergole Torte 2001 - vendemmia a ★★★★★ :
Grande annata a Montevertine. Mediamente scuro, il colore è rubino compatto. Si stacca notevolmente rispetto alle annate precedenti per intensità ed eleganza. Manca un filo conduttore. Naso caldo, maturo, di funghi, di verdure cotte e quel ricordo di cetriolo. Sotto: un fondo balsamico. Paradossalmente sembra il più evoluto. Bocca austera, tannino presente, forse un po' troppo, con finale teso, abbastanza lungo ed amaro. Probabilmente - sperando sia così - una bottiglia sfortunata. 82 punti.

A prescindere dall'andamento della degustazione, Le Pergole Torte, assieme a poche altre realtà ilcinesi, resta una delle migliori espressioni del Sangiovese in purezza. Non solo a Radda in Chianti, non solo in Toscana, probabilmente in tutta l'Italia.

lunedì 12 novembre 2012

Chianti Classico 2005 - Vecchie Terre di Montefili

  • Produttore: Vecchie Terre di Montefili
  • Denominazione: Chianti Classico D.O.C.G.
  • Vitigno: Sangiovese 100%
  • Annata: 2005
  • Tit. Alcolemico: 13,5%
  • Prezzo: < 15 € - comprato in enoteca

Avevo già scritto di loro, raccontando dell'Anfiteatro, ed il titolo recitava: "l'eleganza del Sangiovese".  Qui direi: "lo spessore del Chianti".

Perché è granato cupo, la trasparenza del vitigno invece la si ritrova solo in unghia. Perché parte floreale, leggermente ematico e ferroso, allargandosi poi alla frutta, alle spezie, con alcuni richiami dell'affinamento. Perché è rassicurante: un Chianti Classico al cento per cento, non si sbaglia, la tipicità dei profumi sono quelli. Perché nel calice di nuovo evolve: balsamico con sentori della terra ed il verde del campo, del tartufo ed un lineare ricordo di cetriolo. Perché non va per il sottile: ha spessore, appunto.

Il sorso è avvolgente, vivo, il tannino e la freschezza sono ricchi e vibranti. Ha della materia, in bocca è chiantigiano di razza, balsamico che riscalda, lungo e longevo. Con il cibo - arrosto o selvaggina da piuma - è meraviglioso. Solo un avvertimento: ha bisogno di essere aspettato.

Vecchie Terre di Montefili è una realtà della tradizione, che lavora benissimo, che ormai, si è conquistata una parte del mio cuore.

♥♥♥♥♡

martedì 2 ottobre 2012

Avignonesi 1991 - Vino "Nobile" nell'abito e nell'essenza.

  • Produttore: Avignonesi
  • Denominazione vino: Vino Nobile di Montepulciano DOCG
  • Vitigno: Sangiovese + N. D.
  • Annata: 1991
  • Tit. Alcolemico: 13%
  • Prezzo: N. D. - comprato in cantina
  • Url: www.avignonesi.it

Le aspettative ed i rischi che si corrono nell'aprire bottiglie del genere, sono sempre grandi. Come grandi, sono le emozioni che sapranno regalare, ritrovandole integre e vive:

Limpido, leggermente scuro al centro, schiarisce arancio ai lati. Dopo alcuni minuti di respiro, è un crescere di intensità e di profumi. Inchiostro, marmellata di fragola e piccoli frutti rossi, balsamico, e muschiato, incredibile! Si espande leggermente a sentori più evoluti: liquirizia, cioccolato, caffè e tabacco dolce. Nel calice, con il tempo, si alleggerisce e si distende sui sentori tipici del Sangiovese Prugnolo Gentile invecchiato: cetriolo, ferroso ed ematico. Tre livelli netti: quelli della frutta, quelli dovuti all'affinamento e quelli che richiamano il varietale. 

Al palato, ritrovo inizialmente note ferrose e sanguigne - tipico del vitigno in età - la struttura ormai alleggerita, andata in parte a formare la così detta "camicia", regala lineare bevibilità. Ha sapidità alta e tannici ricordi. Il gusto poi, è quello della frutta macerata e del cocomero, con leggero finale amaricante.

Ora, non mi è dato sapere come veniva effettuata la vinificazione in quegli anni.* Qualche vitigno internazionale potrebbe essere stato aggiunto. Probabilmente, l'affinamento era in piccoli formati, o almeno per una parte. Non so. Magari le mie supposizioni sono sbagliate e mi piacerebbe poter avere conferma o smentita. Se così fosse, devo pensare che quella scelta stilistica, a ventuno anni di distanza, mi ha fatto ritrovare nel bicchiere un vino integro, ancora vivo e tipico. Complimenti quindi. Ed ancora: quanto sarà costato allora? 15 / 25 mila lire! Queste sono emozioni.

♥♥♥♥♥

* Attualmente l'azienda lavora i 140 ettari seguendo i criteri biologici, che verranno certificati nel 2014. In più, si stanno avvicinando alla viticoltura biodinamica. I vitigni che vanno a comporre il Vino Nobile di Montepulciano Avignonesi, ora sono esclusivamente quelli della tradizione locale: Prugnolo Gentile - Canaiolo Nero - Mammolo.

martedì 3 luglio 2012

Percarlo 1998 - Tra i grandi Sangiovese I.G.T. figli del Chianti Classico!


  • Produttore: Fattoria San Giusto a Rentennano
  • Vino: Percarlo
  • Denominazione: Sangiovese di Toscana I.G.T.
  • Vitigno: Sangiovese 100%
  • Annata: 1998
  • Tit. Alcolemico: 14% vol.
  • Prezzo: < 65 € al ristorante

Il primo da menzionare è senza ombra di dubbio Le pergole Torte, forse il più famoso, forse il più buono, forse il primo che ho conosciuto. Sicuramente merita di essere citato tra questi grandi I.G.T. della zona del Chianti Classico l'Anfiteatro, ennesimo Sangiovese in purezza dove il territorio, il vitigno, l'eleganza e la straordinaria longevità lo rendono indimenticabile. Ecco, se dovessi paragonare o far comprendere com'è il Percarlo, lo farei menzionando le due bottiglie sopra citate. Con tutto il rispetto per esse, s'intende! Solo un consiglio: non stappare queste etichette giovani, hanno bisogno di un lungo riposo, come il Barolo del resto.

Non bisogna aver fretta, e non si devono fare conclusioni affrettate, l'evoluzione dei profumi arriva nel tempo. Dapprima il naso è etereo, con balsamici sbuffi derivanti da un legno di piccolo formato, presente, ma per niente invasivo, che regala ed arricchisce il vino. Frutta sotto spirito, erbe aromatiche, oliva nera. Deciso. Poi vengono fuori le caratteristiche, a mio avviso, di maggior classe di questo vitigno dovute ad un primo stato evolutivo. Cetriolo o bianco del cocomero, acciughe e capperi. Strano? No! Si allarga e si distende, il legno sfumando leggermente va ad aumentare l'eterea eleganza. Questa è la vera stoffa del Sangiovese. Intensità e tipica piacevolezza.


In entrata ha tannino vivo, sapida territorialità ed ancora freschezza. Elegante, leggero e di struttura al tempo stesso, grande bevibilità, un guanto di seta che avvolge la bocca. Gustoso, ogni sorso un'approvazione, è tipicamente toscano. 1998 l'anno della vendemmia, se ben conservato altri 5/8 anni di affinamento li regge.


Il Percarlo 1998 io lo colloco tra i grandi Sangiovese I.G.T. figli del Chianti Classico!


♥♥♥♥♥



martedì 5 giugno 2012

Il Montefalco Rosso 2005 di Paolo Bea è un gran vino. Non fate il mio errore, apritelo per tempo!


  • Produttore: Antica Azienda Agricola Paolo Bea
  • Vino: Montefalco Rosso  - Vigna San Valentino
  • Denominazione: Montefalco Rosso DOC
  • Vitigno: Sangiovese 70% - Montepulciano 15% - Sagrantino 15%
  • Annata: 2005
  • Tit. Alcolemico: 13% vol.
  • Prezzo: < 35 €

Inutile spiegare chi sia Paolo Bea, basta dire che è uno dei fondatori dell'attuale consorzio dei ViniVeri. Eppure, conoscendo l'azienda, il suo lavoro ed i suoi vini, ora vi racconto come sia stato facile fare la scelta sbagliata nell'aprire questa bottiglia.

Sabato sera, a casa ti aspetta una bella cena, hai voglia di star bene e manco a dirlo, bere bene. Sicuro dal frigocantina prendi la bottiglia che mentalmente avevi selezionato. La apri, ne versi due bicchieri, e inizia la cena. Questo è il modo migliore per farsi un'idea sbagliata, segnare irreparabilmente in modo negativo alcune bottiglie e certi produttori. E dire che c'era scritto anche in etichetta: "...stappando la bottiglia 2-3 ore prima". La temperatura era bassa, aveva bisogno di prendere gradi, di aprirsi. Dovevo dargli il suo tempo insomma. Che grosso errore. Non ci ho pensato due volte, ho ritappato la bottiglia ed ho pensato: "a domani!". Alla fine, ne sono passati due di giorni. La riprendo e sicuro ne verso due calici. Spettacolo!


Ciò che mi affascina di queste bottiglie è proprio la straordinaria capacità di miglioramento che ricevono grazie all'ossidazione (certo, limitata al breve arco di tempo di alcuni giorni). Vengono amplificati sia il bagaglio olfattivo che quello gustativo. L'unico appunto è proprio di non fare il mio errore. Apritela per tempo!

Ma veniamo alla degustazione. Granato di media consistenza e scarico - chissà perché i rossi del cuore sono tutti scarichi di colore - elegante, antico e di grande intensità giocata sulle sottigliezze che invitano ad essere scoperte. La scoperta del profumo che tanto affascina e ammalia, qui per niente scontato, anzi! Al naso arrivano erbe officinali in macerazione, tabacco dolce, inchiostro, china e liquirizia. In un secondo momento si colgono leggeri tocchi di lamponi maturi, frutta e fiori in macerazione, note terrose, rabarbaro ed una eterea sensazione che nell'immaginario mi ha trasportato nella vecchia casa di campagna della nonna. Fresca, ombrosa e con quel caratteristico odore emanato da quel vecchio arredamento in legno. L'assaggio è come un manto vellutato che avvolge il palato, freschezza e sapidità di spessore, tuttavia di grande equilibrio, tannino finemente percettibile e grande, grande bevibilità - sono sempre più convinto che la bevibilità sia da molti sottovalutata, invece parte fondamentale della piacevolezza di un vino - chiude lungo, lasciando sensazioni di china ed erbe officinali. È il Montefalco Rosso 2005 (indimenticabile) di Paolo Bea.


♥♥♥♥♡


P.s. Cosa ho bevuto poi quel sabato sera? Solo bolle!

martedì 22 maggio 2012

Rosso di Montalcino 2009 - Molinari Carlo, Podere Le Fonti



  • Produttore: Molinari Carlo - Podere Le Fonti
  • Vino: Rosso di Montalcino
  • Denominazione: Rosso di Montalcino DOC
  •  Vitigno: Sangiovese 100%
  • Annata: 2009
  • Tit. Alcolemico: 14,5% vol.
  • Prezzo: < 15 €
Condividere o aprire le porte del blog ad un amico, è un po' come invitarlo a casa e stappare qualcosa di emozionante insieme. Io ad esempio, sono stato ospitato dal buon Enofaber qui e qui. È quindi con vero piacere che lascio la parola a Fabio, appassionato, ma soprattutto compagno di tante belle serate dedite alla convivialità e alla goliardia, ma soprattutto a questa grande passione comune: il vino.

Andare in giro per cantine può riservare davvero bellissime sorprese soprattutto quando, inaspettatamente, ci si imbatte in aziende microscopiche che per etica del lavoro e livelli qualitativi raggiunti dai propri prodotti, non hanno nulla da invidiare a cantine ben più conosciute o blasonate.

E’ il caso dell’ Azienda Agricola Molinari Carlo - Podere le Fonti, di proprietà della Sig.ra Marisa Colombo (quasi 80 anni portati in maniera stupefacente) che con passione e grande tenacia porta tuttora avanti il lavoro cominciato poco più di 30 anni fa dal marito. Un vero piacere farsi raccontare la sua storia. Passeggiando fra i vigneti, scopriamo il piccolo terroir di questa azienda, che conta appena poco più di un ettaro, con una produzione limitatissima di bottiglie fra Brunello, Rosso e Sant’Antimo. Ci troviamo nel versante storico del Brunello, quello che nella “piramide del Brunello” è rivolto a Nord, e ne contraddistingue i vini per la loro elegante austerità, arricchendoli di longevità e grande finezza.

L’occasione per stappare questo Rosso di Montalcino 2009 è stata una bella cena con alcuni amici. Appena aperta la bottiglia, il vino è stato versato senza indugi nei calici, ed immediatamente è stato comprensibile a tutti quanto fosse necessario farlo respirare almeno un paio d’ore. Nel bicchiere troviamo un bel colore granato di straordinaria vivacità e limpidezza. La scintillante trasparenza che lo accompagna è inconfutabile prova che siamo di fronte ad un Sangiovese al 100%, senza la presenza di intrusi internazionali, (come da disciplinare tra l'altro, ma noi lo si vuole ulteriormente sottolineare). Nulla contro di loro, ma la tipicità di questo vitigno in questo vino, va preservata senza se e senza ma.

Lo avvicino al naso e subito una lieve nota di tostatura, quasi di torrefazione (curiosa direi, il vino affina completamente in acciaio per 2 anni senza tracce di passaggio in legno) che svanisce subito e lascia il posto ad un naso di assoluta austerità ed eleganza. Predomina una netta sensazione floreale, una rosa appassita, una pungenza dovuta alla forte carica alcolica che ci rimanda ad una speziatura accostabile al chiodo di garofano. Il vino ancora si cela, ed il frutto non è immediato, si fa attendere, per poi arrivare con deliziose sensazioni di piccoli frutti rossi e marasche sotto spirito. Chi pensava di trovare nell’olfatto di questo vino la complessità del suo fratello maggiore forse ne è rimasto deluso, ma la sua essenzialità e la sua finezza costituiscono il suo pregio maggiore svelandosi poco a poco.

Il meglio però lo ha riservato al palato dove ha un ingresso poderoso, di forte intensità ed impatto dall’alto dei suoi 14,5%. Il tannino è levigato, la bocca è polposamente rotonda per la grande struttura, ma ben bilanciata da una vigorosa freschezza. Tutt’altro che ruffiano, chiude lunghissimo con sensazioni gusto olfattive che rimandano ad una notevole balsamicità sostenuta ed amplificata nuovamente da una nota speziata quasi piccante di pepe nero. Esplosivo, eppure così aggraziato, dimostrazione senza mezzi termini che classe e raffinatezza non stanno dietro solo al “vestito buono” dei tannini nobili del legno. Davvero un piccolo gioiello per il prezzo che ha, eppure forse non proprio per tutti.


Ringrazio Fabio per la sua disponibilità e lo invito nuovamente a venirmi a trovare (sia a casa, che qui) per aprire insieme una nuova bottiglia.


Dimenticavo! Se qualche "Wine-Friend" ha voglia di condividere su Odori Terziari le sue esperienze vinose, beh sapete dove trovarmi ;-) 

venerdì 6 aprile 2012

Le Trame 2000 - Podere le Boncie. Trovare il fine alla ricerca!

  • Produttore: Le Boncie
  • Vino: Le Trame
  • Denominazione: Chianti Classico DOCG
  • Vitigno: Sangiovese, Colorino, Mammolo
  • Annata: 2000
  • Tit. Alcolemico 13% vol
  • Prezzo: < 20 €
  • Url: www.leboncie.it
Ci sono quelle sere in cui ci si vuole trattare bene. Questa è stata perfetta!

Lo verso attento nel calice, ed è granato, limpido e vivo.

Lo avvicino al naso e, giuro, mi è venuta la pelle d'oca! Bianco del cocomero, cetriolo, netto sentore di erba pestata, carne ed una eterea ferrosità. Sono questi i sentori dei grandi sangiovesi invecchiati.
Chiudo gli occhi e mi ritrovo quasi per magia immerso tra i profumi delle dolci colline toscane. Elegante, tipico, ampio. Netta e definita pulizia nei profumi. Una sola parola, commovente.

Lo assaggio. Rotondità di beva da una parte, fresca mineralità astringente dall'altra. Di grande leggerezza, si trova ora nel meglio della sua vita, chiude lungo, balsamico e piacevolmente elegante. Che bevibilità, che grande Chianti Classico.
Impagabili emozioni!

Durante la serata, spontanea, mi è venuta questo pensiero:

"Le Trame 2000 un vino da €15. Che valore ha per me questa bottiglia? Molto più di alcuni famosi e blasonati top wine!
Questo è trovare un fine alla ricerca!"

♥♥♥♥♥

giovedì 29 dicembre 2011

Vin Santo Occhio di Pernice 1997 - Avignonesi. Un’esperienza gusto-olfattiva unica!

Foto del 28/12/11

Ottenuto esclusivamente da uve selezionate di Prugnolo Gentile, (Sangiovese) appassite per circa sei mesi in un unico locale appositamente attrezzato.
Foto di una mia recente visita in azienda.
Dopo la pigiatura e successiva decantazione naurale, il mosto viene immesso direttamente in piccoli caratelli da 50 L. Qui fermenta, sosta ed evolve per ben dieci anni.
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Foto di una mia recente visita in azienda.
Nessun controllo, nessun intervento, nessuna analisi. Il locale d’invecchiamento è un grande sottotetto esposto a luce, caldo d’estate e freddo d’inverno. Ossidazioni, sbalzi termici ed una sapiente attesa, queste sono le caratteristiche principali per l’invecchiamento dell’Occhio di Pernice di Avignonesi.
Foto del 28/12/11
Foto del 28/12/11


Per esaltarne i profumi è consigliabile servirlo (ne basta poco, davvero poco) in un grande bicchiere da Cognac.
Di color mogano antico, ha riflessi nobili e consistenza sciropposa. È una “bomba” di profumi, sensazioni mature, evolute, caramellate, antiche, ma nello stesso tempo dona fresca eleganza e pulizia. Sempre in evoluzione, intensità e consistenza girano a livelli massimi. L’assaggio è il ricordo di una calda e cremosa sensazione di rotondità ed equilibrio tra le parti, mai stucchevole, né pesante. Si ritrovano tutte le sensazioni olfattive stampate in bocca, che deglutendo persuadono e persistono per minuti e minuti ancora.
Un’esperienza gusto-olfattiva quasi unica nel suo genere, certamente cara, ma alla quale un vero appassionato non può sottrarsi.
♥♥♥♥♥
Con il ricordo di questa grande bottiglia auguro un felice DUEMILADODICI  a tutti!




giovedì 1 dicembre 2011

Vino Nobile di Montepulciano Riserva 1997 - Poderi Sanguineto




Ormai è di nostra consuetudine, nelle serate giuste, avere sul tavolo alcune bottiglie coperte. È interessante e didattico ragionare, cercar di arrivare al vitigno, all’annata o alla regione, ma soprattutto farsi EMOZIONARE da quella bottiglia senza aver d’innanzi l’etichetta a darti condizioni.

L’annata la sapevamo, 1997. Apriamo la bottiglia e la versiamo direttamente nel calice. Inizialmente una certa balsamicità ed alcuni richiami ci portavano a pensare al Nebbiolo. Poi cambia leggermente e qualcuno dice: “Se non è Nebbiolo è suo cugino, il Sangiovese”. Un continuo vortice di ricordi di uno e dell’altro vitigno (impressionante quanto si possano assomigliare queste due grandi realtà andando in vecchiaia). Elegante, di grande bevibilità e nello stesso tempo ancora e più che mai vivo. Finalmente si apre e si fa riconoscere, qui c’è Sangiovese, ops, Prugnolo gentile. Qui c’è la Toscana che mi piace.

Inutile andare oltre, scopriamo la bottiglia e sbalorditi esultiamo: È il Nobile Riserva 1997 di Poderi Sanguineto! Un vino fantastico, magari non della struttura del Barolo o di un grande Brunello, ma un vino altrettanto importante, elegante, territoriale, beva e profumi nobili, insomma una bottiglia che mi ha dato le EMOZIONI che da tempo stavo ricercano.

Ricordo ancora nel finale un sentore netto di bastone di liquirizia. Ricordo le parole di Dora che all’ultima visita ci disse che il suo Montepulciano regala il meglio quando si sente proprio questo sentore. Semplicemente grazie Dora.

martedì 29 novembre 2011

venerdì 11 novembre 2011

Sangiovese di Romagna Riserva 2007 Vigna del Generale - Fattoria Casetto dei Mandorli


  • Produttore: Fattoria Casetto Dei Mandorli
  • Vino: Predappio di Predappio - Vigna del Generale
  • Denominazione: Sangiovese di Romagna Riserva
  • Vitigno: Sangiovese
  • Annata: 2007
  • Tit. Alcolemico: 14,5% vol.
  • Prezzo: > 20 €
  • Url: www.vini-nicolucci.it
L’Az. Ag. Fattoria Casetto dei Mandorli nasce alla fine dell’800 e si trova nel piccolo borgo medievale di Predappio alta. Tra le colline tipicamente storiche e da sempre vocate alla coltivazione del Sangiovese in Romagna. Piccola realtà a conduzione familiare, ora viene guidata dal papà Giuseppe e dal figlio Alessandro Nicolucci.L'INSEGNA DELLA CANTINA
Ad accoglierci in cantina troviamo proprio Giuseppe Nicolucci, persona cordiale che con gentilezza e passione ci ha intrattenuto parlandoci ampiamente del suo Sangiovese, della sua vita, dei suoi viaggi e delle sue esperienze. Poi da vero romagnolo purosangue, anche delle sue giovani avventure!
Ora, dopo circa un anno dalla visita e dagli assaggi in cantina, vado a “ritastare” il suoSangiovese di Romagna riserva 2007 “Vigna del Generale”,ottenuto da Sangiovese in purezza, affinato 2 anni in botti da 30hl e successivi 3 mesi in barrique.
Didascalico. Rosso rubino netto, impenetrabile, di massa compatta, che va leggermente a stemperarsi in unghia.
Al naso è un’esplosione di frutta in confettura, affiancata dai profumi del sottobosco, vegetale e speziato, risulta mai pesante né marmellatoso. Vino che evolve e regale sensazioni eteree di cioccolato e china, seguite da un sentore netto di violetta, che ritroveremo nitido in bocca. Lasciarlo nel bicchiere è semplicemente un piacere.
L’assaggio è caldo e deciso, con tannino vibrante e dall’ottima spalla acida. Questa severità viene mitigata dal frutto che gli dona equilibrio, di grande corrispondenza olfattiva. Chiude lungo, balsamico e mentolato.
Mi aspetto grande evoluzione da questa bottiglia, Sangiovese di Romagna da podio perché è elegante, perché ha pulizia, per il suo bagaglio olfattivo, perché il legno non prevale, perché non ha alcool e tannini disarmonici. Insomma se volete innamorarvi del Sangiovese romagnolo questa è l’etichetta giusta.
♥♥♥♥♡
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