martedì 23 luglio 2013

Armonici ritorni di Sicilia

Clicca qui ed aspetta che la musica abbia inizio.

Questo post, è solo per dire che probabilmente, dopo il ritorno da un'intensa ed indimenticabile vacanza siciliana, qui su Odori, ma anche al bar da-gli amici, sporadicamente scriverò delle mie esperienze e dei miei assaggi di Sicilia.

Siccome non c'è tanto da leggere, l'idea era quella di intrattenervi con le immagini e con le note di questa armonica canzone, che adoro profondamente...

La Sicilia e le molte città patrimonio dell'Unesco.
Un vigneti a pochi passi dal mare nella zona di Marsala, che difficilmente dimenticherò.
Le saline alle porte di Marsala - al tramonto l'atmosfera, lascia letteralmente senza fiato.

Le grandi botti per l'invecchiamento del Marsala -Il famoso Metodo Soleras.


Giornate di degustazioni seriali.

Appena fuori San Vito lo Capo - La Riserva dello Zingaro: un luogo incontaminato ed unico.

Le sfumature del mare ed il rumore delle onde.


Camminando sui tetti di Modica (Rg).


Il migliore cioccolato di Modica - imbattibile per tradizione.
Camminando sui tetti di Erice (Tp).

Vigneto di Nero d'Avola ad alberello, nella sua zona d'elezione: Pachino (Sr).


Appena l'ho visto, mi sono buttato in strada per fotografarlo. Via Guardiola - Etna


L'imponente Mungibeddu - Sua maestà l'Etna.
Bellissima pianta di Nerello mascalese. Allevamento a "Candelabro", ottenuto da una modifica dell'alberello.


Granita siciliana e brioches  - mai sentite di così buone.

Tempio della Concordia, Valle de Templi - La storia passa da qui.


Giovani grappoli di Nerello Mascalese.


Vigneto su pietre laviche - Etna
San Vito lo Capo (Tp).

Scala dei Turchi - Porto Empedocle (Ag).

Anfora.


venerdì 28 giugno 2013

Pochi Filagn 1997 Lorenzo Accomasso - la Barbera che lotta contro il tempo!

Pochi Filagn in piemontese: pochi filari. Ed è un vero peccato, perché da questa poca Barbera, esce un vino monumentale, che non teme sfidare il tempo.


La versi nel calice, la ruoti, la guardi e sembra dirti: "sono viva". Il filo conduttore - mai esuberante - è una leggera nota ferrosa. Una Barbera in terra di Barolo da lode, con un ventaglio olfattivo meraviglioso: c'è la frutta dolce, la peculiare nota del muschio, il vegetale ed una superlativa vampata balsamica. C'è vita in evoluzione: tabacco, cuoio, tartufo e quel sentore, che ricorda il bianco del cocomero, che solo i grandi vini invecchiati, riescono ad esprimere. Un naso aristocratico. Un assaggio passionale, concreto, tra eleganza, equilibrio, ed ancora un vivo tannino. Acidità da un lato e la caratteristica parte dolce - tipica della Barbera - dall'altro. Piacevolissimo e lungamente balsamico.

Pochi Filagn 1997: un vino omogeneo.



Per un altro immancabile post su Pochi Filagn, vi rimando dall'amico (del bar) Luigi Fracchia qui.


Con questo, auguro a tutti i miei lettori una buona estate. Nelle prossime due settimane, sarò in Sicilia assieme alla mia compagna. Ma non starò esclusivamente con le gambe incrociate in spiaggia. Il viaggio sarà itinerante, le cose da vedere e scoprire saranno davvero tante. Food & Wine saranno il fulcro della  trasferta.  Ci rileggiamo a metà luglio quindi, con nuovi stimoli e tante esperienze da raccontare.

venerdì 14 giugno 2013

Domenica 16 giugno 2013 tutti a Brisighella dai Bioviticultori...

Finalmente è arrivata la bella stagione. Ed io mi ci vedo già, sulle colline rigogliose di Campiume, nei pressi di Brisighella, sdraiato all'ombra, la brezza che mi rinfresca ed un calice di vino dei BioVitiCultori.

Perché Vini da Terre, Terre da Vini è anche questo. Il potersi rilassare, immersi nell'ambiente in cui questo nettare viene prodotto. Per poterlo comprendere e goderselo con un approccio diverso, informale, meno tecnico e, probabilmente più festoso, rispetto alle canoniche degustazioni.


Le aziende che fanno parte dell'associazione Bioviticultori Andrea Bragagni, Fondo San Giuseppe, Paolo FrancesconiIl PratelloVigne dei Boschi Vigne di San Lorenzo - vi aspettano a Campiume per farvi assaggiare le loro etichette.

I vitigni coltivati, sono principalmente gli autoctoni della Romagna Sangiovese ed Albana. Si passa poi al Trebbiano, per finire con le antiche uve recuperate come il Centesimino, il Malbo Gentile, il Cor d'Usel, il Famoso ed il Pagadebit. Non mancano poi gli internazionali Cabernet Sauvignon, Pinot nero, Syrah, Riesling, MarsanneSauvignon e Chardonnay. Vini dalla spiccata personalità, che si distaccano nettamente da banali omologazioni. Insomma ce n'è per tutti i gusti.

Quindi se volete assaggiare qualcosa di nuovo, se siete amanti dei vini ottenuti con metodi biologici o biodinamici, se volete fare scorta di vino, o semplicemente volete rilassarvi a bordo piscina con gli amici o la famiglia, assaporando gli ottimi vini dei Bioviticultori, domenica 16 giugno, Campiume è il posto che fa per voi. E se vedete in lontananza un losco figuro sdraiato sotto l'albero. Quello sono io!

Di alcuni di loro - con il tempo vi racconterò di tutti - ho già scritto su queste pagine. Per chi vuole approfondire:



giovedì 6 giugno 2013

Estasi per Camillo Donati ed alla "terziarizzazione" del Lambrusco!




Produttore: Camillo Donati
Denominazione: Lambrusco dell'Emilia IGT
Vitigni: Lambrusco Maestri 100%
Annata: 2006
Tit. Alcolemico: 13 % vol.
Prezzo: < 9 
Url: www.camillodonati.it

Dunque: chi dice che il Lambrusco sia un vino che vada bevuto nell'anno, al massimo quello dopo, sbaglia di grosso. Oppure si riferisce a quei "lambruschini" ruffiani tutti Big Babol e spezie, costruiti a meraviglia. La prova l'abbiamo avuta pochi giorni fa a pranzo io, Vittorio, Daniele e Sara.

Innanzitutto ringrazio l'amico Andrea che gentilmente ci ha regalato questa bottiglia esclamando: «Vi lascio questa. Provatela, ma non so se è ancora buona. Fatemi sapere!» 

È trascorso poco, giusto il tempo di farla raffreddare il minimo indispensabile e: ALT - FERMI TUTTI! È quello che abbiamo esclamato portando al naso il bicchiere. Eravamo in estasi totale. La terziarizzazione si era impadronita della bottiglia. I profumi erano riconoscibili, ma completamente evoluti: la frutta, in confettura; le erbe e le spezie, in macerazione, persino qualcosa di etereo, profondo, ramificato. Poi, sentire distintamente il profumo della terra, della zolla di terra umida (sentore spesso assimilabile al Lambrusco) così delineato ed intenso, ci ha trasportati direttamente nell'orto a raccogliere spezie profumate. E non so per quale strano motivo mi sono poi immaginato a camminare in vigna con Camillo Donati mentre mi raccontava della sua terra e del suo lavoro, assaporando così intrinsecamente l'emozione. Baroleggiante - lo so, è un azzardo, non gridate allo scandalo - ma qualcuno l'ha esclamato. Infatti nella terziarizzazione alcune similitudini le abbiamo ritrovate: è innegabile. Poi, c'erano le bolle. Grandioso, non una riduzione, nemmeno il più piccolo difetto. Tanti profumi, tanta intensità, tanta voglia di raccontarsi ancora. Mineralità, equilibrio e simmetria tra il sorso ed i profumi, ravvivati da quel tocco di emiliana frizzantezza. Una sola parola: armonia.

Questi sì che sono assaggi inaspettati. Probabilmente è stata una delle più grandi emozioni che un Lambrusco mi abbia saputo dare fino ad ora.


Se volete saperne di più su Camillo e della mia visita in cantina, cliccate qui.

giovedì 23 maggio 2013

Da Zampa a Bologna - "naturalmente" vino!

L'insegna

Ultimamente - da oltre un paio d'anni a questa parte - quando esco a Bologna per bere un buon bicchiere di vino in compagnia, l’appuntamento a tutti lo dò da Zampa. Ne sono dipendente: l’atmosfera che si respira è ormai unica nel suo genere, sembra che il tempo qui si sia fermato. L'ambiente è rustico, caldo, in continuo fermento, che trasuda vita vissuta. L’arredamento è composto da fitti tavolini in perenne subbuglio, un lungo e sagomato bancone stile birreria, dove potersi accomodare per una bevuta veloce, e tutto intorno, ripiani stracolmi di bottiglie provenienti da ogni regione italiana (l'estero purtroppo è praticamente assente).

Scaffali e vino












Bellissimo insomma: tu, i tuoi amici, musica, tanta gente e bottiglie in ogni dove. Se poi l’ottanta per cento del vino proposto è “naturale” capirete perché ormai mi considero un "local" in questa enoteca.

Il menù è semplice, senza nessuna pretesa e scritto a mano: taglieri di salumi e formaggi misti, carne salada, crostini vari, fonduta e qualche dolce. Niente più. Niente tovaglie, tantomeno posate o piatti, ed i  prezzi, sono davvero onesti.
La carta dei vini? Ci sei dentro, basta guardarti attorno, sono tutti a tua disposizine, con il prezzo indicato direttamente sullo scaffale. E se vuoi portarti a casa qualche bottiglia, basta guardare il prezzo indicato in caratteri più piccoli: è quello d'asporto, con ricarichi mai esagerati.


Vini del giorno al calice - clicca per ingrandire
L'entrata - clicca per ingrandire


















Dario - persona diretta, dalle spalle larghe e dall'animo Rock - ed i suoi collaboratori, sono pronti a consigliarti qualsiasi bottiglia o bicchiere: perché ogni sera, a rotazione vengono proposte interessanti alternative. Alcuni vini bianchi si trovano in fresco, altrimenti si lavora di abbattitore, secchiello e ghiaccio.

L'ambiente è slow, rilassato, conviviale, ci si trova sempre qualcuno da salutare che, (capita) magari non lo si vede dai tempi della discoteca. Infatti, quello che più apprezzo di questo locale, è il sentirsi un po' nella Bologna di una quindicina d'anni fa. Non ci si trova solo l'enoappassionato incallito, ci sono persone di tutte le età e di tutti i gusti: dai giovani bolognesi, agli universitari alternativi, persino produttori di vino. Addirittura ci sono habitué di una certa età, che quotidianamente si fermano per un bicchiere, due chiacchiere in compagnia ed alcune sigarette. Proprio come una volta, perché - ci penso con un filo di nostalgia tutte le volte che entro - è raro ormai trovare situazioni di questo genere, per chi conosce com'era Bologna.

Beh, poi, ci sono io, a fargli sempre richieste impossibili. Ma questa è un'altra storia.


Retro bancone - clicca per ingrandire




Enoteca Zampa
Di Barbieri Dario
Via Andrea Costa, 127/A
40134 - Bologna
Telefono: 051 432931

giovedì 2 maggio 2013

Vino del Poggio di Cervini Andrea - per la serie "il vino che non ti aspetti"

Produttore: Az. Ag. Cervini  Andrea
Denominazione: Vino da Tavola
Vino: Vino del Poggio
Vitigni: Malvasia di Candia Aromatica  - Marsanne in minima parte
Annata: 2010
Tit. Alcolemico: 13 % vol.
Caratteristiche: lieviti autoctoni, 6 mesi di macerazione sulle bucce, niente solforosa in vinificazione, nessun controllo delle temperature, nessuna filtrazione né stabilizzazione
Prezzo: 13 

Bologna, Gustonudo, tutto ebbe inizio al banco di Giulio Armani. Mi trovavo di fronte ad una bella verticale di Dinavolo, 2008 e 2006 in grande forma e perfetto equilibrio, quando il buon Giulio, al termine della degustazione mi disse: «se vuoi sentire qualcosa di assolutamente nuovo, vai da Andrea, è un amico!» Seguii il consiglio, ed infatti lo stile era il medesimo e l'assaggio fu effettivamente convincente. Così mi portai a casa una bottiglia di Vino del Poggio da assaggiare con calma.

L'occasione è venuta alcune sere fa, durante un incontro clandestino romagnolo, con l'amico Eugenio ed altri compagni di elevata cultura ed esperienza nel campo dell'enomondo. Le bottiglie sul tavolo erano parecchie e la prima ad essere versata fu proprio questa. Poco dopo, in molti esclamarono: «Siamo partiti troppo bene!». Infatti, senza nulla togliere alle altre, è stata l'etichetta che ha stupito e soddisfatto maggiormente.

Insomma, il vino macerato che non ti aspetti, del colore della cipolla, con tanto di velatura che fa molto "natural-macerato". Dal ventaglio olfattivo in continua progressione, nel quale è immediata l'aromaticità del vitigno. Profondo, sfaccettato, pulito, dall'equilibrata volatile che convoglia e rinfresca i profumi, che variano dalla frutta matura gialla e secca, alle erbe officinali, ai capperi, con finale dolce ed agrumato tipico della tipologia. Il sorso è caratterizzato dall'elevata sapidità, dal tannino fittissimo e da una rotonda morbida avvolgenza. Gustoso, equilibrato, piacevole, davvero un gran vino, con zero, zero sbavature.


Tra l'altro, Andrea Cervini produce una Barbera davvero gustosa, anche questa assolutamente da non sottovalutare. Un produttore da seguire con attenzione dunque, perché la strada che sta percorrendo è quella giusta e sono certo che farà sicuramente parlare di sé in futuro. Del resto, Giulio Armani Docet.
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